(AGI) – L’Expo di Milano ha presentato “l’Ufficio di Piano”, la struttura che dovrà trasformare il concept immaginato dalla consulta degli architetti in un vero e proprio piano urbanistico.
Un ufficio giovane, composto da 15 neolaureati di architettura e ingegneria, guidati da cinque professionisti. “Abbiamo cercato un compromesso fra freschezza, gioventù ed entusiasmo dei 15 giovani neolaureati e la maturità dei cinque professionisti maturi che sono stati assunti”, ha spiegato Lucio Stanca, ad di Expo 2015 spa, alla presentazione nel quartiere Bovisa della “terza sede, dopo quella di rappresentanza di Palazzo Reale e quella ’storica’ di via Ugo Foscolo”, dove lavorava gia’ il comitato per la candidatura.
“Qui svolgeremo un lavoro complesso che va fatto in un periodo contenuto”, ha aggiunto il manager, ricordando che il tutto va presentato al Bie entro aprile per la registrazione. I ragazzi che lavorano all’ufficio del piano sono stati selezionati con l’aiuto del Politecnico di Milano, a cui sono giunte 278 domande. Da qui, attraverso una scrematura in piu’ fasi fatta di test attitudinali, motivazionali e di interviste tecniche, sono stati selezionati i 15 giovani stagisti (retribuiti) che si occuperanno del progetto e che hanno un’eta’ media poco superiore ai 25 anni.
“Lavoriamo come in un atelier, in un workshop – ha raccontato l’architetto Matteo Gatto, che guida il lavoro del gruppo coordinandosi con Renzo Gorini, direttore infrastrutture di Expo 2015 spa – E’ un lavoro fatto di analisi: quasi tutti i giorni qualcuno va al sito (distante pochi minuti dalla sede della Bovisa) per fare foto, misurazioni”. Un lavoro che si sta sviluppando su tre campi principali: “un’analisi del sito, sviluppata su temi specifici, il rilievo dello stato di fatto e il confronto con le Expo precedenti”. A cui si aggiunge, ovviamente, lo sviluppo di molti sottotemi come la mobilita’ e il trasporto, la gestione delle code, il ‘green energy system’, la logistica.
Un lavoro che la societa’ sta portando avanti in attesa della definizione delle aree. “Noi possiamo fare il nostro lavoro a prescindere da trattativa con i privati per le aree del sito – ha spiegato Stanca – Seguiamo ovviamente la trattativa che sta conducendo il Comune di Milano e siamo parte interessata”, ha aggiunto sottolineando che “cinque mesi per una trattativa sono tanti” e ricordando che “il Presidente del Bie non ha reclamato nessun ritardo”.
Anzi, proprio a proposito della visita al Bie della scorsa settimana, l’ex ministro per l’Innovazione ha raccontato come sia stata apprezzata “la carica di innovazione dell’Expo milanese. Noi vogliamo un’esposizione diversa da quelle tradizionali. Sarebbe stato piu’ facile o banale fare un Expo con i padiglioni, mentre noi vogliamo fare un Expo innovativo”.

